"VERSO UNA PIANIFICAZIONE ANTIFRAGILE Come pensare al futuro senza prevederlo"

Se Arnaldo (Bibo) Cecchini non vi convince così ...

Una bella serata. Molto intensa e utile.

Mi preme ringraziare. E avviare un ragionamento che continuerò in un post sul mio blog, che con l'estate riaprirà.
Anzi tutto gli esterni: Sergio Scavio, Maria Francesca Fantato, Franca Puggioni, Domenico D'Orsogna, Vittorio Sanna, Nicola Sanna.
E poi gli "interni" che - in un modo o nell'altro, chi più o chi meno - sono stati miei alunni, Ivan Blečić, Valentina Talu, Francesca Arras, Elisa Ghisu, Paola Idini, Federico Fois, Andrea Faedda, Chiara Soletta.
Tutti costoro hanno contribuito al dibattito o alla sua organizzazione.

C'erano anche altri miei studenti o dottorandi, non li cito tutti, per non correre il rischio di dimenticarne qualcuno.

Sono molto orgoglioso degli studenti che ho avuto, la stragrande maggioranza di loro.

Non avendo figli il mio piccolo investimento sul futuro sono loro: mi è capitato di essere talvolta in disaccordo un po' o molto con ciascuno di loro, a volte abbiamo seriamente litigato. Non mi piace il confronto che non sia schietto e radicale: caso mai si trova un accordo dopo, prima si argomentano e difendono le proprie idee, nel rispetto degli altri come persone, non necessariamente delle loro idee contingenti.

Ma davvero molti di loro sono persone straordinarie.

Taccio delle mie amate "tamalachine", ma voglio spendere due parole per Andrea e Chiara e per la loro iniziativa 1000perunacasa (https://www.facebook.com/1000perunacasa/?fref=ts); vorrei che fosse chiaro che la solidarietà e importante e non c'è nulla di negativo nell'aiutare il prossimo (la carità in senso etimologico), ma essa non può sostituire un diritto: la carità senza il riconoscimento di un diritto, senza dotarsi degli strumenti per raggiungerlo (la lotta per il diritto) può essere uno strumento per vanificare quel diritto; la carità insieme alla lotta è la base per la costruzione di un legame sociale che può favorire la conquista di un diritto.

In questo caso parliamo di diritto alla casa, un pezzo, non è l'unico, del diritto alla città.

Recuperare una casa da una banca per una famiglia va fatto. Ma occorre anche utilizzare questa campagna di solidarietà per riflettere su come sia insostenibile e inaccettabile che vi siano persone senza casa (come si direbbe senza se e senza ma).

Il fatto che la bellissima sindaca di Barcelona fosse una militante del movimento contro gli sfratti è un segnale importante: impariamo.

Nel dibattito il Sindaco di Sassari, che è stato presente sino alla fine, ha detto alcune cose interessanti, ma soprattutto una su cui dovremo riflettere attentamente (lo faremo in un seminario sull'abitare che terremo in autunno e ho provato farlo in un piccolo saggio sulla proposta di riforma Sullo, che dovrebbe uscire tra poco, se Ivan lo vorrà): il problema oggi non è (più) la proprietà della casa, ma la disponibilità di una casa (specie in una società mobile e liquida come la nostra); potrebbe essere qualcosa su cui pensare a lungo e attentamente, riprendendo le ispirazioni originarie della mutualità.

[Tra parentesi, mi capita di non condividere a volte le cose che il Sindaco di Sassari fa o dice - so che questo non dovrei dirlo, ma è così; posso dire però che la sua disponibilità al dialogo e al confronto, mi paiono molto positive]

Alla conferenza mancava una persona che avrebbe voluto esserci e che sono certo avrebbe dato un contributo importante: Francesca Arcadu. 

La città fragile in cui eravamo non le ha consentito di arrivare alla sede della conferenza. 

Ecco la questione: la pianificazione antifragile è quella che assicura il diritto alla città a tutte e a tutti (ecco perché non è solo questione di diritto alla casa); è una sintesi che semplifica, ma è una buona sintesi.

Assicurare il diritto alla mobilità a ogni persona non è qualcosa che può essere fatto domani, almeno se questo diritto ad alcuni è assicurato e ad altri è negato.

Deve essere fatto dovunque in città e subito; ma si può cominciare da qualche parte: magari da Corso Trinità come innesco.

Ma forse si possono progettare e realizzare interventi in un modo diverso, con costi minori, con il coinvolgimento dei cittadini, a partire da coloro i quali hanno più difficoltà a muoversi nella città come oggi è. 

Un innesco da progettare e realizzare subito, in modo creativo e coinvolgente, per un piano da redigere entro l'anno: ci saranno tappe e fasi, certamente, ma dovranno esserci scadenze e verifiche e in un lasso di tempo ragionevole nessuna zona della città dovrà essere inaccessibile.

Un'opera grande.

Grazie ancora.

Tags: Tamalacà, L'ultimo spettacolo, PIANIFICAZIONE

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